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MOSTRA VIRTUALE “I Fondi storici della Biblioteca Medica”


Centenario della Biblioteca Medica Statale (1925-2025)



MOSTRA VIRTUALE

Sezioni, schede bibliografiche
opere digitalizzate e approfondimenti


In occasione dell’’inaugurazione del Centenario della Biblioteca Medica Statale (1925-2025), avvenuta mercoledì 26 febbraio 2025, sono state presentate due mostre organizzate dall’Istituto:  la mostra documentaria La Biblioteca Medica Statale si racconta. Rassegna documentaria di un secolo di storia 1925-2025, allestita nello spazio “Onda” della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, finalizzata a documentare la storia della Biblioteca Medica dal 1925, anno della sua nascita, ai giorni nostri e la mostra bibliografica I Fondi storici della Biblioteca Medica, allestita in Sala Lettura della Biblioteca, che espone il materiale posseduto dall’Istituto con una selezione di opere più significative appartenenti ai propri Fondi storici.


Introduzione

Il nucleo costitutivo della Biblioteca Medica Statale è stato creato attraverso le donazioni dei fondi della Régia Accademia Medica, dei libri della Biblioteca Lancisiana e di quelli di carattere medico-scientifico ceduti dalla Biblioteca Universitaria Alessandrina.
A queste seguirono altre numerose donazioni di medici, alcune di notevole importanza, per entità, valore e interesse storico-specialistico: la collezione del dottor Casimìro Manasséi, probabilmente già presente tra gli scaffali della Biblioteca dell’Accademia, con una propria identità e una propria collocazione; quella ricchissima del dottor Luigi Galassi, a cui si devono alcuni tra i pezzi più interessanti del nostro patrimonio. La più importante di queste donazioni, l’unica che ancora conserva la sua individualità all’interno delle collezioni della Biblioteca, è quella del dottor Felice La Torre. Il Fondo Felice La Torre è una ampia collezione specializzata in ostetricia e ginecologia, ma anche una biblioteca di studio e di pratica medica quotidiana che include libri di anatomia rari e preziosi come Vesalio e Valverde conservati accanto al moderno manuale Testut.

Nel complesso, la Biblioteca conserva 11 manoscritti, 8 incunaboli, centinaia di edizioni del Cinquecento e del Seicento; migliaia di edizioni del Settecento e soprattutto dell’Ottocento, relative a tutte le branche della medicina.

Il Fondo antico della Biblioteca Medica Statale, pertanto, non solo documenta l’evoluzione delle scienze mediche ma costituisce una risorsa preziosa per studiosi e ricercatori. Le opere conservate offrono, infatti, un’ampia visione delle pratiche mediche storiche e delle teorie che hanno influenzato la medicina moderna. In sintesi, la Biblioteca Medica Statale di Roma, il cui patrimonio è costantemente aggiornato alle più importanti pubblicazioni sia italiane che straniere, rappresenta un importante custode della storia della medicina, con una collezione inestimabile per la ricerca e lo studio.

Tra le più recenti e rilevanti è stata acquisita nel 2022 la preziosa donazione del professor Ettore Calzolari, docente all’ Università di Roma La Sapienza, costituita da 165 opere rare di ostetricia e ginecologia, edite dal sedicesimo al ventesimo secolo. Recentissima l’acquisizione delle biblioteche degli psichiatri Tommaso Losavio e Massimo Purpura.

 


TECA 1

TECA 1 – I Fondi storici della Biblioteca Medica

Pannello 1

 

Donazione dell’Accademia Medica di Roma


L’Accademia Medica di Roma, fondata nel 1875, ha avuto un ruolo cruciale nel progresso delle scienze mediche in Italia. La sua creazione è stata il risultato di un’iniziativa congiunta tra la Facoltà di Medicina dell’Università di Roma e la Società Collaboratrice dell’Archivio di medicina, chirurgia ed igiene. Prima della fondazione ufficiale, diverse accademie mediche erano già attive a Roma, come l’Accademia di Anatomia fondata da Guglielmo Riva nel XVII secolo. Anche Lancisi ne fondò una che prese il suo nome e i cui membri si riunivano nella sua abitazione per poi stabilire la sede presso l’Ospedale S. Spirito. Queste istituzioni avevano lo scopo di promuovere la conoscenza medica e favorire la discussione tra gli studiosi e i professionisti della materia. Ne fecero parte Guido Baccelli, Luigi Galassi e Casimiro Manassei.

Provengono dalla Biblioteca dell’Accademia Medica circa 21000 volumi, tra cui due Cinquecentine, una Seicentina, un centinaio di edizioni del Settecento e una ricca collezione di opuscoli (in tedesco, inglese, francese e russo) molti dei quali dono dell’Accademia dei Lincei.

Testo in mostra


Philippe Sylvestre Dufour


Traitez nouveaux & curieux du cafe’, du the’ et du chocolate. Ouvrage également necessaire aux medecins, & à tous ceux qui aiment leur santé …

Lione, Jean Girin & Bartholomé Rivière, 1685

S.RARI 17.A 55


Philippe Sylvestre Dufour (1622-1687) farmacista, banchiere, collezionista e scrittore protestante di Lione, nella sua opera tratta delle virtù curative delle bevande del caffè, del tè e della cioccolata, prodotti coloniali destinati dalla fine del Seicento a una grande fortuna nei paesi europei. Il successo che incontrarono furono certamente determinati dalle loro proprietà corroboranti e stimolanti, che ne facevano degli ottimi concorrenti delle bevande alcoliche, ma furono anche legati alle modalità di consumo che favorivano i momenti di socializzazione e, secondo il parere di molti, nel corso del Settecento anche il dibattito politico e culturale.

Dono Accademia Medica

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Donazione Manassei


Casimiro Manassei (1824-1893), medico e patriota (partecipò alla difesa della Repubblica Romana come medico addetto alla prima ambulanza di Porta S. Pancrazio) fu il primo titolare della cattedra di Clinica dermosifilopatica in Italia. Dopo essersi laureato in medicina alla Sapienza e aver esercitato da medico condotto, cominciò ad interessarsi alla dermatologia, materia di cui ebbe la cattedra nel 1859 e che ebbe modo di approfondire durante un soggiorno a Vienna nel 1869 presso i professori Ferdinand von Hebra e Moritz Kaposi, considerati i fondatori della dermatologia moderna. Fondamentale la sua opera: Raccolta di casi clinici delle malattie della pelle e sifilitiche curate nella clinica e dispensario (Roma, 1876-77) primo atlante con illustrazioni a colori a corredo dei casi clinici, premiato all’Esposizione di Parigi del 1878.

La sua biblioteca venne acquisita dapprima dall’Accademia Medica di Roma per poi passare alla Biblioteca Medica. Dalla sua collezione di circa 1400 volumi provengono l’opera completa di Galeno in 10 volumi (Venezia, Eredi di Lucantonio Giunta, 1541-1542) e numerose edizioni di opere di Bartholin, Morgagni e Lancisi.

Testo in mostra


Baverio Baviera


Consilia medica

Bologna, Platone Benedetti, 1489

INC. 4


Baverio di Maghinardo Bonetti detto Baviera (1405/6 – 1480) medico, studiò e insegnò medicina a Bologna, dal 1447 al 1456 fu archiatra pontificio, poi tornò a Bologna dove ebbe la lettura di medicina pratica fino alla morte, avvenuta nel 1480.

Dal punto di vista scientifico e pratico i Consilia medicinalia, stampata postuma a Bologna nel 1489, viene considerata il suo capolavoro: L’opera è composta di una serie di 102 consulti medici e rappresenta una vasta raccolta casistica di notevole importanza storico-medica, in quanto rispecchia fedelmente i concetti dei tempi sulla patogenesi, sul decorso clinico, sulla prognosi e cura delle malattie.

L’esemplare presenta sulla prima c. timbro di possesso (cancellato) della Biblioteca del card. Fonseca nel convento dell’Ara Coeli.
José Maria Ribeiro da Fonseca de Évora entrò
nell’Ordine francescano dei Ciabattari l’8 dicembre 1712 nel Convento di Santa Maria in Ara Coeli a Roma. Ministro Generale dei Minoriti e ambasciatore di Giovanni V del Portogallo presso la Santa Sede. Nel 1733 fondò la nuova biblioteca del convento, con fondi propri e altre donazioni di libri e di denaro, ottenute da Giovanni V, dal papa Clemente XII e da nobili portoghesi e spagnoli. La Biblioteca e parte del Convento dell’Aracoeli furono distrutti per far spazio alla costruzione dell’Altare della Patria.
(Approfondisci la storia dell’esemplare in MEI – Material Evidence in Incunabola)

Dono Casimiro Manassei

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Donazione Galassi


Luigi Galassi (1817-1895), medico, professore di Medicina teorico pratica e poi di Patologia speciale medica alla Sapienza, fu rettore dell’Università tra il 1886 e il 1888 nel periodo, dopo l’unità d’Italia, in cui si realizzarono numerosi cambiamenti che culminarono nella costruzione del Policlinico Umberto I, policlinico-ospedale d’insegnamento universitario. Fu inoltre presidente dell’Accademia medica di Roma e vicepresidente del Consiglio superiore di sanità.

Dalla sua raccolta di circa 1300 volumi provengono numerose edizioni antiche tra cui l’edizione completa in greco e latino delle Opere di Ippocrate stampata nel 1588 a Venezia di Lucantonio Giunta.

Testo in mostra


Hippocrates


Opera quae extant Graece et Latine veterum codicum collatione restituta …

Venezia, Lucantonio Giunta 2., 1588

S.RARI 16.C 25


Ippocrate (460 – 377), il padre della medicina occidentale, fondò una scuola medica a Coo, dove l’insegnamento era basato sull’ l’importanza dell’osservazione clinica dei pazienti. La sua scuola divenne un modello per le future istituzioni mediche. Le sue oltre 70 opere trattano tutti i vari aspetti della medicina, dall’anatomia alla dietetica, e introducono concetti fondamentali come diagnosi e prognosi.

L’edizione di Giunta del 1588 è una raccolta di trattati ippocratici in cui il testo originale in greco è affiancato dalla traduzione latina di Girolamo Mercuriale, realizzata attraverso la collazione di antichi codici e organizzati in quattro classi per rendere più semplice la consultazione delle opere.

Dono Luigi Galassi

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Donazione Felice La Torre


Felice La Torre (1846-1923) medico e filantropo, studiò medicina e chirurgia dapprima a Messina, dove si dedicò agli studi di anatomia e di embriologia, per poi proseguire il suo corso di studi presso l’Università di Napoli, dove conseguì la laurea nel 1870. Tra il 1870 e il 1883, prestò servizio come medico militare, durante il quale si distinse per il suo operato, specialmente durante l’epidemia di colera di Messina del 1867. Per perfezionare le sue competenze, soggiornò in diverse città europee trascorrendo circa sei anni a Parigi dove studiò presso importanti istituzioni mediche. Nel 1889 si trasferì a Roma dove fondò l’Istituto specialistico La Torre, una struttura clinica ostetrica dove, oltre all’esercizio pratico della professione, svolse un’intensa attività didattica. Fondò la rivista La Clinica ostetrica e scrisse numerosi lavori scientifici che contribuirono al miglioramento delle conoscenze sulla fisiologia dell’utero (es. L’utero attraverso i secoli, 1917). È noto il metodo da lui ideato per arrestare le gravi emorragie ostetriche, la cosiddetta “emostasi La Torre”. Presidente della Croce Verde, fu tra i primi a prestare opera di soccorso nella Marsica devastata nel 1915 da un tremendo terremoto. Fu anche un fervente patriota: durante la prima guerra mondiale, quasi settuagenario, indossò nuovamente la divisa militare per curare i soldati feriti e ammalati.

La sua ricca biblioteca, specializzata in ostetricia e ginecologia e donata dagli eredi alla Biblioteca Medica Statale, è composta da 812 volumi monografici e 2923 opuscoli, tra cui molte edizioni rare e di pregio.

Testo in mostra


Juan de Valverde


La anatomia del corpo umano

Venezia, Giunti, 1586

FLT II 106


Juan Valverde de Amusco (n. 1525) è considerato uno dei più importanti anatomisti spagnoli del XVI secolo. La sua carriera si sviluppò principalmente in Italia, dove studiò medicina a Padova e Roma sotto la guida di noti maestri come Realdo Colombo e Bartolomeo Eustachi. Dopo i suoi studi, Valverde si stabilì a Roma, dove divenne un medico rispettato. Lavorò all’Ospedale di Santo Spirito e guadagnò notorietà come medico personale di importanti figure ecclesiastiche.

La anatomia del corpo umano è la versione italiana della sua opera più importane, pubblicata a Roma nel 1556 e considerata il primo grande libro di anatomia in lingua spagnola. È caratterizzata da illustrazioni dettagliate e rappresenta un importante passo avanti nella diffusione della conoscenza anatomica. Valverde utilizzò immagini tratte dai trattati di Andrea Vesalio, ma introdusse anche alcune illustrazioni originali.

Dono Felice La Torre

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TECA 2

TECA 2 – I Fondi storici della Biblioteca Medica

Pannello 2

 

 

Donazione della Biblioteca Lancisiana


Giovanni Maria Lancisi, importante medico e anatomista romano, inaugurò la sua biblioteca il 21 maggio 1714. La sua creazione si inseriva in un progetto più ampio di promozione della medicina scientifica e dell’educazione medica, sostenuto da Papa Clemente XI.

Si tratta di una delle prime biblioteche pubbliche italiane dedicate esclusivamente alla medicina. Con sede nell’Ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma, la biblioteca fu creata per supportare l’educazione medica e la ricerca scientifica. All’apertura, la biblioteca contava circa 20.000 volumi e 300 manoscritti. La raccolta comprendeva testi di anatomia, farmacologia, storia naturale e medicina legale. Importanti opere pubblicate sotto la sua direzione includono le Tabulae anatomicae di Bartolomeo Eustachi e la Metallotheca di Michele Mercati. La Biblioteca Lancisiana non era solo un deposito di libri ma anche un centro attivo per la vita scientifica e didattica. Lancisi promosse incontri regolari e letture per stimolare il dibattito scientifico e l’aggiornamento professionale tra i medici.

I volumi donati sono più di 3000, tra cui 9 edizioni del XVI secolo, 13 del XVII secolo, 110 del XVIII secolo e numerosi opuscoli scientifici

Testo in mostra


Camillo Golgi


Sulla struttura della sostanza grigia del cervello

Milano, Rechiedei, 1873

MISC. A 23/19


Camillo Golgi (1843-1926), considerato uno dei padri della neuroistologia e della neurocitologia, cominciò ad interessarsi al sistema nervoso già ai tempi dell’università, dove si laureò con una tesi sull’eziologia delle alienazioni mentali con relatore il prof. Cesare Lombroso. Nel 1872 sviluppò la sua celebre “reazione nera”, una tecnica di colorazione che consentiva per la prima volta di osservare l’architettura fine del sistema nervoso centrale, contribuendo in modo significativo alla comprensione della struttura neuronale. Nel 1898 scoprì un apparato filamentoso nelle cellule nervose, che prese il suo nome. Ricevette il Premio Nobel nel 1906.

L’esemplare presenta sul frontespizio la dedica autografa dell’autore al prof. Stanislao Cannizzaro.

Dono Biblioteca Lancisiana

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Donazione della Biblioteca Alessandrina


La Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma fu fondata nel 1667 per volontà di Papa Alessandro VII come biblioteca dello Studium Urbis, dell’Università di Roma. La sua istituzione rispondeva all’esigenza di dotare l’Ateneo di un luogo dedicato alla lettura e allo studio, sia per studenti che per professori. La progettazione fu affidata all’architetto Francesco Borromini, che disegnò il grande salone monumentale attiguo alla Chiesa di Sant’Ivo, all’interno del Palazzo della Sapienza.

Il dono della Biblioteca Alessandrina consta di circa 1400 monografie, per lo più tesi di laurea straniere di argomento medico.

Testo in mostra


Françoise Grinda-Blairon 


Notes sur le traitement des fractures cervicales varies du col femoral

Nizza, Imprimerie de l’Eclaireur, 1917

MISC. A 794/1


Questa tesi di laurea francese degli inizi del Novecento fa parte della ricca donazione di “tesi varie di argomento medico” (Registro d’ingresso n. 1, a. 1925-1927) che la Biblioteca Alessandrina donò all’appena costituita Biblioteca Medica e oggi conservate nella ricca collezione di miscellanee.

Dono Biblioteca Alessandrina

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Donazione Beno Cicaterri


Beno Cicaterri, medico, aiuto del dott. Vittorio Ascoli, fu dal 1911 docente di Patologia speciale medica dimostrativa a Roma. Ha lasciato alla Biblioteca 51 volumi di miscellanee rilegate, per un totale di 680 monografie che vanno dal XVI al XIX sec., raccolti in volumi in 4° rilegati in mezzapelle, riuniti per argomento. La donazione è riportata nel registro d’ingresso del 1938.

Testo in mostra


Domenico Vandelli


Dell’acqua di Brandola …

Modena, Eredi Bartolomeo Soliani, 1763

MISC. B.C. 25/2


Domenico Vandelli (1691 – 1754), scienziato, cartografo e matematico, noto per l’introduzione delle linee di livello in cartografia, conosciute come Isoipsae Vandellis, che rivoluzionarono la rappresentazione topografica. Le sue mappe, tra cui quella del Ducato di Modena e della città di Modena, sono considerate tra le più precise del suo tempo. Progettò opere pubbliche significative, come gli arginamenti dei fiumi Secchia e Panaro, contribuendo allo sviluppo delle infrastrutture idrauliche. Dell’acqua di Brandola è una dissertazione che rappresenta un’importante indagine sulle proprietà terapeutiche dell’acqua minerale di Brandola, una località nota per le sue sorgenti. Vandelli, in particolare, si concentra sull’analisi chimica dell’acqua, descrivendo le sue componenti e le loro potenziali applicazioni terapeutiche.

Dono Beno Cicaterri

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Donazione Attilio Busacca


Attilio Busacca, di cui si hanno poche notizie biografiche, conseguì la libera docenza in Chimica fisiologica presso la R. Università di Roma nel 1923. Nel 1964 vengono acquisiti dalla Biblioteca i 424 volumi della sua collezione (sec. XIX-XX).

Testo in mostra


 Jean Louis Alibert


Clinica del parigino spedale di S. Luigi, ossia Trattato compiuto delle malattie della pelle contenente la descrizione di queste infermità ed i loro migliori metodi curativi

Venezia, Giuseppe Antonelli, 1835

AB 56


Il barone Jean Louis Alibert (1766 – 1837) fu il massimo dermatologo francese del XIX secolo, medico all’Hôpital Saint-Louis e medico personale di Luigi XVIII. Fu soprattutto il capostipite della dermatologia moderna con la fondamentale Description des maladies de la peau (1806-1827) che descrisse per la prima volta la sclerodermia (o, appunto, malattia di Alibert) e la micosi fungoide (dermatosi di Alibert). Le bellissime tavole, 63 litografie a piena pagina incise da Buttazzon e Moretti e colorate a mano, illustrano dettagliatamente le malattie della pelle studiate dall’Alibert.

Dono Attilio Busacca

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TECA 3

Pannello 3

 

Donazione Ettore Calzolari


Ettore Calzolari si è laureato presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, specializzandosi in Ginecologia ed Ostetricia. Ha percorso i vari gradi dell’attività assistenziale presso il Policlinico Umberto I di Roma. Ancora studente, ha seguito il corso del professor Adalberto Pazzini, primo ordinario di storia della medicina de “La Sapienza” e fondatore dell’Istituto di Storia della Medicina in Roma.
Da allora ha iniziato ad occuparsi di argomenti storici sino a divenirne a sua volta docente; la collezione bibliografica ha progredito di pari passo con questi suoi interessi. Professore associato di Fisiopatologia della Riproduzione e docente di Scienze Umane e Storia della Medicina nei corsi di Laurea in medicina e nelle Professioni Sanitarie nelle sedi di Roma, Isernia e Benevento. Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche di argomento medico e storico, ha collaborato al Dizionario Biografico degli Italiani. Colonnello Medico del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e addetto all’Ufficio Storico dell’Ispettorato Nazionale, fa parte del Comitato tecnico scientifico – Sezione di Storia della Croce Rossa e della Medicina. È Medaglia d’Argento al Merito della Croce Rossa Italiana. È autore di diversi contributi scientifici pubblicati sulle più importanti riviste di medicina.

Il Fondo Ettore Calzolari è una ricca collezione bibliografica specializzata in medicina, ostetricia e ginecologia composta da 216 edizioni tra monografie, stampe e periodici, che vanno dal secolo XVI al XX, donata nel 2022 dallo stesso Calzolari alla Biblioteca Medica Statale; la raccolta comprende opere rare e di pregio quali il De Morbis Mulieribus (Venezia,1591) di Girolamo Mercuriale, il Tractatus de foeto formazione (Venezia, 1599) di Girolamo Capodivacca e La comare o raccoglitrice (Venezia, 1680) di Girolamo Mercurio.

Testi in mostra


Girolamo Mercurio


 La commare o raccoglitrice…

Venezia, Giovanni Francesco Valvense, 1680

F.E.C. 5


Scipione Mercurio (1540 – 1615), medico e religioso italiano, compì gli studi a Padova e Bologna, dove seguì le lezioni di anatomia di Giulio Cesare Aranzio, discepolo di Andrea Vesalio.

Entrò nell’Ordine dei Frati Predicatori, dove assunse il nome di Girolamo, ma l’esercizio della professione medica non era compatibile con la vita religiosa, perciò abbandonò l’ordine per dedicarsi interamente alla pratica medica.

Nel 1596 fu pubblicata a Venezia la prima edizione della Commare o raccoglitrice e che ebbe numerose edizioni dal 1596 al 1713: suddiviso in tre parti in cui si tratta del parto normale, del parto difficile (compresi aborto e cesareo) e delle malattie della donna e del bambino. L’opera fu scritta in volgare per poter servire ad un pubblico più vasto, soprattutto le levatrici.

Dono Ettore Calzolari

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Angélique Marguerite Le Boursier du Coudray


Abrégé de l’art des accouchemens…

Châlons-sur-Marne, 1773

F.E.C. 22


Angélique Marguerite Le Boursier du Coudray (1712 – 1794) è stata una pioniera dell’ostetricia francese del XVIII secolo. La sua vita e il suo lavoro hanno lasciato un’impronta significativa nella storia della medicina, soprattutto per quanto riguarda l’insegnamento delle tecniche di parto.

Nel 1759 pubblicò Abrégé de l’art des accouchements, un manuale illustrato sul parto tradotto in molte lingue. Questo testo rappresentava un importante passaggio verso una maggiore professionalizzazione della figura della levatrice. Fu lei a creare il primo manichino ostetrico, uno strumento didattico fondamentale per l’insegnamento delle tecniche di parto. Tra il 1760 e il 1783 viaggiò per tutta la Francia, contribuendo così alla diffusione delle conoscenze ostetriche moderne anche in aree dove erano scarsamente disponibili.

Dono Ettore Calzolari

 

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Donazione Tommaso Losavio


Tommaso Losavio ha contribuito alla trasformazione della psichiatria in Italia, sostenendo la de-istituzionalizzazione e promuovendo un modello di cura comunitaria. Laureato in Medicina e chirurgia nel 1954 e specializzato nel 1967 in Clinica delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Roma, ha collaborato con Franco Basaglia a Trieste, condividendone l’innovativa visione, e guidato la chiusura, avvenuta nel 1999, dell’Ospedale psichiatrico di S. Maria della Pietà di Roma.

Il fondo librario donato da Losavio alla Biblioteca medica statale di Roma si compone di 95 volumi e 7 testate di periodici. La collezione testimonia un vivo interesse per la psichiatria, la sua storia e le sue implicazioni sociali, politiche e culturali, adottando un approccio interdisciplinare con particolare riguardo alla cosiddetta “riforma Basaglia”. I volumi custodiscono dediche autografe, note di possesso, annotazioni di lettura e inserti di vario genere, offrendo una preziosa documentazione dell’attività di studio e ricerca, nonché della rete di relazioni intrattenute da Losavio.

Testi in mostra


Gian Butturini


Tu interni … io libero : dibattito fotografico assieme a Franco Basaglia e la sua equipe attraverso la distruzione dell’Ospedale psichiatrico di Trieste

Verona, Bellomi, 1977

F.T.L. 81


Gian Butturini (1935-2006) è stato un fotoreporter e designer italiano, noto per il suo impegno sociale e politico attraverso la fotografia. Formatosi all’Accademia di Brera, iniziò la sua carriera come grafico pubblicitario a Brescia negli anni ’50. La sua attività si sviluppò a partire negli anni ’60, quando si appassionò alla fotografia, in particolare durante un soggiorno a Londra, dove pubblicò il libro London by Gian Butturini nel 1969, che divenne un cult nel fotogiornalismo.

Realizzato in collaborazione con Franco Basaglia, questo libro affronta il tema della salute mentale e il cambiamento nella percezione delle malattie psichiatriche.

Dono Tommaso Losavio

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La testa tagliata : figlicidio e leucotomia: un processo storico a due psichiatri riformatori

a cura di Lorenzo Toresini  

Roma : Gutenberg, 1996

F.T.L. 24


Lorenzo Toresini (n. 1946) dopo aver studiato medicina a Padova ed essersi specializzato in Psichiatria a Parma, ha lavorato per venticinque anni a Trieste, partecipando attivamente alla riforma psichiatrica italiana. Il libro racconta la storia di Michela Terni, una giovane donna che nel 1977 si presenta all’ospedale psichiatrico di Trieste chiedendo aiuto e qui incontra due psichiatri appartenenti all’équipe di Franco Basaglia. Vengono affrontati temi drammatici e scottanti come il figlicidio e la leucotomia nel contesto della riforma psichiatrica italiana degli anni ’70.

Dono Tommaso Losavio

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Donazione Massimo Purpura


Massimo Purpura ha conseguito la laurea in Medicina e chirurgia nel 1971 e la specializzazione in Psichiatria nel 1974 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Il suo percorso professionale si è espresso prevalentemente nel settore pubblico, dove ha assunto incarichi di rilievo nei Servizi di salute mentale della Provincia di Terni, dirigendo in seguito il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) della USL Roma 3 e, successivamente, il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) dell’ASL Roma A.

Il fondo librario donato da Massimo Purpura alla Biblioteca medica statale di Roma si compone di 250 volumi e tre testate di periodici. La raccolta è prevalentemente incentrata su psicologia, psichiatria e psicoanalisi, ma spazia anche in ambiti quali sociologia, neuropsicologia, farmacologia e storia della psichiatria, offrendo un’analisi approfondita di tematiche quali schizofrenia, psicoterapia di gruppo, riabilitazione psichiatrica e dinamiche familiari e sociali. I volumi conservano dediche autografe, note di possesso e di lettura, oltre a inserti di vario genere che documentano l’attività di studio, di ricerca e la rete di relazioni professionali e personali di Purpura.

Testi in mostra


Tratti e [ri]tratti di un manicomio : disegni dell’Ospedale di Santa Maria della Pietà di Roma
a cura di Franca Fedeli Bernardini

Roma, De Luca, 2003

F.M.P. 216


Questo libro, curato da Franca Fedeli Bernardini, offre una ricca esplorazione visiva e storica dell’Ospedale di Santa Maria della Pietà a Roma, fondato nel 1548 e attivo fino al 1978. La pubblicazione si concentra su una vasta gamma di materiali, tra cui disegni architettonici, fotografie storiche, e opere realizzate dai pazienti nel XIX secolo. Il libro documenta sia la storia architettonica dell’ospedale, sia il suo ruolo sociale come istituzione per i malati mentali nel contesto della salute pubblica italiana. Viene esaminata la trasformazione dell’ospedale: da luogo di cura per “poveri pazzarelli” a istituzione moderna, in linea con la legge Basaglia che ha segnato una svolta nella psichiatria italiana.

Dono Massimo Purpura

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Eirik Newth


Perchè si muore? Breve storia della fine

Milano : Salani, 2009

F.M.P. 53


Eirik Newth (n. 1964) è un astrofisico norvegese noto per la sua attività di divulgazione scientifica e per aver scritto numerosi libri destinati a un vasto pubblico.

Perché si muore? racconta una storia complessa che riflette i progressi medici ma anche i cambiamenti sociali ed economici che hanno plasmato la nostra esperienza collettiva con la morte nel corso dei secoli. Il passaggio da un’economia agricola a una industriale ha portato a un aumento delle malattie cronico-degenerative rispetto alle infezioni acute tipiche del passato. Inoltre, fattori ambientali ed epidemiologici continuano ad influenzare i modelli morbosità-mortalità globalmente. L’opera invita a riflettere sulle cause e sulla storia della mortalità umana.

Dono Massimo Purpura

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 Guarda alcune immagini dell’inaugurazione della mostra
organizzata in occasione del Centenario della Biblioteca Medica Statale (1925-2025)

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 Guarda il video della presentazione della Biblioteca Medica Statale 
organizzata  dal Ministero della Cultura in occasione della campagna Biblioteche d’Italia



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