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Giornate Europee del Patrimonio 2026 – Mostra bibliografica “UTOPIE DI CURA”, 27 settembre – 27 novembre 2026

evento

Il 27 Settembre 2026 dalle 10:00 alle 12:30

Cos'è


La mostra bibliografica Utopie di cura, realizzata dalla Biblioteca Medica Statale in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, propone un percorso di approfondimento dedicato alla storia della neuropsichiatria infantile, con particolare riferimento alla sua evoluzione nel contesto italiano e alle trasformazioni che hanno interessato, nel corso del tempo, i saperi, le pratiche cliniche e i modelli assistenziali rivolti all’infanzia.
Il percorso espositivo prende avvio dalle intuizioni pionieristiche di Sante De Sanctis, tra i primi studiosi a dedicare un’attenzione sistematica allo sviluppo psicofisico e alle patologie dell’età evolutiva, per giungere all’opera di Giovanni Bollea, figura fondamentale nel processo di affermazione della neuropsichiatria infantile in Italia, e alle esperienze, alle riflessioni e alle pratiche innovative di Marco Lombardo Radice.
Attraverso una selezione di testi appartenenti al patrimonio della Biblioteca Medica Statale, la mostra intende valorizzare il ruolo che il patrimonio bibliografico può assumere nella ricostruzione della storia della medicina e delle discipline sanitarie. Particolare rilievo è attribuito all’esperienza dell’Istituto di via dei Sabelli, istituzione di significativa importanza per la storia dell’assistenza e della cultura neuropsichiatrica infantile a Roma, che viene ricondotta all’interno del più ampio sviluppo storico della disciplina in Italia e nel panorama internazionale.
La ricostruzione storica si intreccia con uno sguardo rivolto alla contemporaneità. Una sezione della mostra è infatti dedicata alla più recente produzione scientifica e agli sviluppi della ricerca, evidenziando la continuità di un interrogativo che attraversa la storia della neuropsichiatria infantile: come riconoscere e accogliere i bisogni dell’infanzia e quali strumenti, conoscenze e pratiche possono contribuire a garantire forme di cura e di ascolto sempre più appropriate, inclusive e rispettose della persona.
Utopie di cura si configura pertanto come un itinerario tra storia, ricerca e pratica clinica, nel quale il patrimonio bibliografico diviene occasione per rileggere l’evoluzione dei paradigmi scientifici e assistenziali e, al tempo stesso, per interrogarsi sulle prospettive future della cura.
La mostra è visitabile dal 27 settembre al 27 novembre 2026.
La complessa figura di Marco Lombardo Radice, precocemente scomparso, sarà approfondita domenica 4 ottobre, in occasione della Domenica di Carta, con la presentazione del libro a lui dedicato Il raccoglitore nella segale. Marco Lombardo Radice, storia di una fantasia, di Matteo Fiorani.
Vi aspettiamo in Biblioteca!

Si ringraziano i Professori Ferruccio Ferruzzi e Giovanni Pietro Lombardo per il significativo contributo offerto alla realizzazione della mostra e la Professoressa Berenice Cocciolillo per la preziosa collaborazione nella revisione dei testi in lingua inglese.

Si ringraziano tutti i partecipanti all’evento per l’attenzione e l’interesse dimostrati.


Ho avuto il piacere di prendere visione della mostra in questione e sono rimasto colpito dalla capacità di selezione e cura del materiale, dalla fedeltà delle traduzioni, dalla costruzione anche dell’impatto visivo (realizzazione in teche tematiche ampie, attraenti, luminose, dettagliatissime), dalla gentilezza dell’accompagnamento personale delle Curatrici, e, non certo ultimo come argomento, dall’itinerario proposto. Circa questo, il percorso è bello e appassionante senza perdere serietà ed attinenza scientifica. Mi ha colpito molto la scelta del materiale perché appunto presenta il meglio di un cammino pioneristico e scientificamente saggissimo esempio oggi di modernità a cui attingere, ma, il tutto, riuscendo, nel contempo, a trasmettere quell’aria di passionalità, lietezza, divertimento, amicizia e amore che ha caratterizzato l’altissima esperienza scientifica e umana riferita.

di Tito Baldini[1], 09/10/2026

[1] Ordinario e Analista Esperto di Bambini e Adolescenti della Società Psicoanalitica Italiana, Ordinario e Docente della Associazione Romana Psicoterapia Adolescente, Presidente Emerito AeP. Adolescenza e Psicoanalisi, Presidente Emerito Federazione Nazionale Comunità ad Orientamento Psicoanalitico, Presidente portale www.psicoanalisiesociale.it. Antico allievo e collaboratore di Giovanni Bollea e Marco Lombardo Radice.



Vorrei esprimere la mia gratitudine per questo evento agli organizzatori tutti. Ho molto apprezzato la presentazione del libro e la successiva scelta ed esposizione di testi nell’individuazione di una possibile linea di sviluppo che ha portato alla nascita della neuropsichiatria infantile in Italia, ricordando, fra gli altri, l’importantissima esperienza di G. Bollea, fondatore e direttore dell’istituto di neuropsichiatria infantile in Via dei Sabelli a Roma, nonchè primo professore a ricoprire, appena istituita, tale cattedra alla Sapienza. Intorno a tale figura hanno gravitato tante personalità importanti, penso a Cristopher Bollas, Adriano Giannotti, Andreas Giannakoulas, Arnaldo Novelletto, il nostro “Lombardone” e tante altre.
Tale evento e il libro di Matteo Fiorani ci volevano proprio, testimoniano, nel concreto, l’esitenza di un “tesoro passato” a cui attingere per ridare vigore e linfa vitale alle professioni d’aiuto tutte e non solo. Penso anche ad una dimensione collettiva tutta, di partecipazione attiva alla “cosa pubblica”, di impegno sociale e politico, di valori e ideali che hanno contrassegnato l’esperienza di Marco e degli anni 60′ e 70′ che andrebbero riscoperti e recuperati e che forse, su tematiche forti e attuali come guerra, corsa agli armamenti, welfare sotto attacco, diseguaglianze sociali, ingiustizie, clima, diritti, costo della vita sempre piu alto si potrebbero riaccendere, risvegliando gli animi e magari porre un freno a quello che Tito Baldini nel suo bell’articolo pubblicato su portale psicoanaliai e sociale definisce il tramonto di Eros. I libri e e la case dei libri in tal senso salveranno il mondo.
Mi ritengo “nipote” di tale tradizione, quella di Marco Lombardo Radice, e ringrazio quelli che, rimanendo in una metafora familiare, possono esserne considerati i “figli” e ne hanno dunque ereditato passione, rigore scientifico e coraggio, tentando di mantenere una continuità tra quella esperienza e il dopo. Sento anche di dire con gratitudine che è grazie a quel mondo lí, a me lontano e vicino allo stesso tempo, che oggi sono qui a scrivervi, un mondo che ha saputo intercettarmi e nel quale mi sono sentito accolto e compreso.
Ritornando alla mostra ho estremamente apprezzato la scelta dei testi, il fatto che fossero per lo piú prime edizioni in lingua o prime edizioni tradotte, il tutto guidato da apposite locandine nelle quali reperire informazioni che orientassero l’incontro tra la teca e la persona, con la possibilità, tramite qrcode di scaricarla in inglese. Concluderei segnalando la competenza, l’accoglienza e l’impeccabile organizzazione,
Grazie.

Bruno Errico
Educatore di comunità, psicologo.
Socio FeNaCoPsi e collaboratore del Portale Psicoanalisi e sociale.



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Luogo

Biblioteca Medica Statale Viale Castro Pretorio, 105,00185 - Roma (RM)

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